Una serata dedicata all’arbitraggio, alla valorizzazione del talento e alla consapevolezza che, sul terreno di gioco, impegno, preparazione e determinazione non hanno genere. È questo il filo conduttore dell’incontro dedicato al Woman Project, svoltosi lo scorso 25 settembre presso il Comitato Regionale Arbitri dell’Umbria.
A presentare il progetto alle ragazze del CRA Umbria e ad alcune ragazze OTS è stata direttamente Carina Vitulano, responsabile del Woman Project ed ex arbitro internazionale, invitata dal responsabile del progetto all’interno del CRA Umbria, Luigi Giuseppe Repace.
All’incontro hanno preso parte anche il presidente del CRA Umbria Luca Cucchiarini e il componente Carlo Natale. Dopo la prima parte dedicata specificamente alle ragazze, la riunione si è poi allargata agli arbitri della Sezione AIA di Perugia, alla presenza del Presidente sezionale Andrea Cini, trasformandosi in un momento di confronto e crescita rivolto all’intera realtà arbitrale.

Nel corso della serata, Carina Vitulano ha voluto chiarire innanzitutto la natura e lo spirito del Woman Project. Un progetto che non nasce nell’ottica della cosiddetta “quota rosa”, né come forma di assistenza o di corsia preferenziale, ma come un’opportunità concreta per riconoscere, valorizzare e sviluppare il talento.

Un messaggio particolarmente significativo in una realtà associativa nella quale le ragazze rappresentano oggi soltanto una piccola parte dell’organico arbitrale, circa il 3%. Proprio per questo, l’obiettivo non è creare differenze, ma mettere le ragazze nelle condizioni di esprimere pienamente le proprie capacità e di costruire il proprio percorso arbitrale attraverso gli stessi strumenti, la stessa preparazione e la stessa determinazione richiesti a ogni arbitro.
Da qui, la riunione ha assunto una dimensione ancora più ampia, trasformandosi in un vero e proprio momento motivazionale.

Al centro del confronto la Vitulano ha ribadito alcuni dei pilastri dell’arbitraggio: la conoscenza approfondita del Regolamento, la preparazione atletica e quella “fame” necessaria per migliorarsi continuamente, senza mai smettere di mettersi alla prova. A questi elementi si affiancano determinazione e coraggio, qualità indispensabili soprattutto nei momenti più difficili.
Perché sono proprio le difficoltà, gli errori e le giornate più complicate a rappresentare spesso le occasioni di maggiore crescita per un arbitro. Le soddisfazioni sono il frutto del lavoro, ma è anche attraverso gli ostacoli che si costruiscono esperienza, consapevolezza e capacità di reagire.
L’incontro ha quindi rappresentato un importante momento di confronto e motivazione per il movimento arbitrale umbro, con un messaggio chiaro: il talento va riconosciuto, coltivato e messo nelle condizioni di esprimersi; il percorso per raggiungere i propri obiettivi richiede impegno, coraggio e determinazione, indipendentemente dal genere.
È attraverso questa consapevolezza e attraverso la capacità di affrontare insieme difficoltà e opportunità che si costruisce il futuro dell’arbitraggio.
